Perché gli hacker non servono a niente per il diritto all’oblio

Il diritto all’oblio, come forma di garanzia dell’essere dimenticato, è oggetto di grandi dibattiti in relazione a diversi temi. Ciò che si tenta di fare è trovare una forma di tutela ad hoc, che sia piena ed efficace.

Mediante il diritto all’oblio, infatti, è possibile ottenere la cancellazione di informazioni personali rinvenibili in siti web, motori di ricerca, social network o articoli che in qualche modo possano ledere la reputazione o l’onore di un soggetto.

Rimuovere dati è un’attività diversa dalla deindicizzazione, che consiste nella rimozione di informazioni di un soggetto dalle query di Google. In particolare, la notizia sarà comunque visibile, ma solo agli utenti che si collegheranno sulla pagina in cui è contenuto l’articolo.

Chi è un hacker

L’hacker è una persona fisica, che ha una piena conoscenza degli applicativi informatici. Mediante tale comprensione sovvertire in qualche modo quella stessa tecnologia. Dunque, un hacker agisce in tal senso per derubare qualcosa, come informazioni, dati o altro ancora. Ma gli intenti dell’hacker possono variare ancora e consistere in altri intenti criminali.

Gli hacker e il diritto all’oblio

Ora, se è possibile per qualsiasi individuo richiedere a Google la rimozione di dati o notizie personali mediante una procedura dallo stesso motore di ricerca standardizzata, ci si chiede se sia possibile anche l’eliminazione mediante tecniche di hacking. La risposta è certamente sì, ma con un’efficacia di gran lunga inferiore rispetto all’affidarsi a soggetti qualificati e professionali.

Nonostante ciò, gli hacker hanno diversi modi per cancellare una notizia o un dato da un sito. Tuttavia, è chiaramente illegale hackerare e rimuovere dei contenuti, in quanto l’eliminazione di notizie o informazioni è rimessa esclusivamente al proprietario del sito web e al più al Webmaster.

Conclusioni

Si ritiene, dunque, che la cancellazione effettuata mediante metodi di hackeraggio non sia efficace. Invero, l’operazione di rimozione di informazioni da Google non è semplice, così come non lo è hackerarlo.

Più semplice sarebbe, secondo alcuni, l’aggiunta di un meta tag “noindex” alla pagina, per farla cadere dall’indice di Google, piuttosto che hackerare il sito che ospita la pagina incriminata.

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