Cos’è il doxxing e come rimuovere informazioni personali da Google

Sempre più diffuso è il c.d. fenomeno di doxxing. Per la verità esiste da diversi anni, non tutti, però, ne conoscono il significato e il contenuto. 

Le vittime di tale fenomeno potranno richiedere la rimozione delle informazioni personali da Google. Ma vediamo di cosa si tratta esattamente. Appare sempre utile conoscere questi tipologie di reati al fine di comprendere cosa possiamo fare anche in caso di richiesta per il beneficio del Diritto All’Oblio.

Il doxxing

Il doxxing, neologismo apparso in rete alla fine del primo decennio del 2000, deriva dal termine inglese dox, che significa documenti, ed è un. Il fenomeno, presente nella comunità degli hacker sin dagli anni ’90, consiste in un insieme di comportamenti violenti di natura psicofisica e verbale, esercitati da un insieme di persone nei confronti di altri soggetti o di singoli. Si tratta, dunque, di una persecuzione finalizzata a condurre delle campagne pubbliche di denigrazione nei confronti di qualcuno.

Analizzando il comportamento di chi è artefice di condotte di questo tipo, si evince che il doxxing implica una ricerca meticolosa dei dettagli della vita privata delle persone, a partire dal nome, dal posto di lavoro e di tutti i dati sensibili, e infine pubblicarli online con intenti maligni.

È facilmente deducibile che tali condotte siano lesive della privacy, a cui seguono, il più delle volte, reati quali la calunnia o la persecuzione.

Le conseguenze del doxxing sono ben esplicate da Stephan Cooper, il quale in un articolo di giornale afferma che “gli effetti possono causare alle vittime prese di mira la perdita del lavoro, delle loro famiglie e persino delle loro case. I bersagli principali degli attacchi di doxxing sono stati costretti a nascondersi e hanno dovuto cancellare tutti i loro account online e cambiare le loro identità”.

Una stupida riga – continua Cooper– o la mancanza di informazioni corrette può portare ad attacchi di mob e mettere in serio pericolo di vita le vittime. Una discussione sui social media può degenerare in false accuse e in hate speech. Doxxing aggiunge particolari a queste dispute, portando le vittime alla distruzione psicologica o addirittura ad attacchi fisici. Doxxing porta il cyberbullismo al livello successivo”.

Come rimuovere informazioni personali da Google

Le vittime di fenomeni di questo tipo possono avere interesse a richiedere la rimozione delle proprie informazioni da Google.

Il motore di ricerca, infatti, consapevole della negatività delle condotte di doxxing, ha previsto una apposita procedura per richiedere la rimozione di tali contenuti dai risultati di ricerca di Google.

Innanzitutto, vengono individuati dei requisiti, affinché possa essere presa in considerazione la rimozione. Tali presupposti, da soddisfare entrambi, sono:

  1. Le tue informazioni di contatto sono presenti.
  2. Nei contenuti sono presenti:

– Minacce esplicite o implicite oppure

– Inviti all’azione espliciti o impliciti affinché altre persone provochino danni o procurino molestie.

Rispettati i requisiti, l’interessato o il rappresentante autorizzato potranno inviare una richiesta di rimozione di link ai contenuti dai risultati di ricerca di Google, cliccando semplicemente sulla voce “avviare la richiesta di rimozione”, che aprirà un modulo da compilare e inviare.

Successivamente alla trasmissione della richiesta, l’utente riceverà un’email automatica di conferma della ricezione della richiesta.

La richiesta sarà, a questo punto, esaminata. 

Qualora lo ritenesse necessario, il team di Google raccoglie altre informazioni. Laddove la richiesta non disponesse di informazioni sufficienti per consentire una valutazione saranno fornite istruzioni specifiche e verrà richiesto di inviarla nuovamente.

Se la richiesta di rimozione non soddisfa i requisiti per la rimozione, il motore di ricerca motiverà la decisione di non rimozione dei contenuti contestati.

Se gli URL saranno considerati lesivi verranno rimossi solo dai risultati di ricerca in cui la query include il nome dell’autore del reclamo o altri identificatori forniti, come alias e nomi utente di social media.

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