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Deindicizzare notizie da Google: cancellare risultati di ricerca (nuove leggi 2023)

Deindicizzare notizie da Google: cancellare risultati di ricerca (nuove leggi 2023)

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Ad oggi, è possibile trovare davvero qualsiasi cosa sul web, anche noi stessi. I creatori di contenuti web, molto spesso, si prendono la libertà di inserire persino nomi e cognomi di persone coinvolte in determinate vicende, motivandone la diffusione con lo scopo di fornire delle informazioni ritenute di interesse pubblico.

Grazie al diritto all’oblio, però, abbiamo la possibilità di chiedere di cancellare risultati di ricerca in merito ad una notizia e di poterla vedere eliminata, anche quando questa è superata e non più vera. Nel 2023, grazie ad alcune leggi, è cambiato drasticamente il diritto all’oblio e novità più importanti sono state introdotte con l’entrata in vigore della Riforma Cartabia. Nel pezzo di oggi, vediamo le ultime in tema di deindicizzare notizie da Google, con l’obiettivo di cancellare risultati di ricerca.

Cancellare contenuti obsoleti Google ed eliminare informazioni da Internet: il potere del Diritto all’oblio Google

Il diritto all’oblio Google è, dunque, un diritto a cui può appellarsi qualsiasi cittadino dell’Unione Europea. Afferisce a tutti quei casi in cui, sul web, sono presenti delle notizie che vanno a danneggiare la reputazione e la privacy di un soggetto. Questo diritto prevede, pertanto, che un cittadino possa chiedere la deindicizzazione di un contenuto dai motori di ricerca.

Le persone che si avvalgono del diritto all’oblio sono soprattutto soggetti accusati di un reato, che hanno scontato la loro pena o, addirittura, sono risultati innocenti. Pertanto, queste informazioni risultano non essere più necessarie. Il diritto all’oblio Google non da solo la possibilità di chiedere la rimozione contenuti obsoleti Google o da un determinato sito.

Infatti, nel caso in cui l’autore dell’articolo non fosse d’accordo o fosse irrintracciabile, sapere come eliminare informazioni da Internet da anche la possibilità di chiedere la cancellazione dai motori di ricerca, attraverso il processo di deindicizzazione della pagina.

Nuove leggi diritto all’oblio: la Riforma Cartabia

Grazie a quanto approvato dalla Commissione, le novità previste dalla Riforma Cartabia hanno garantito, in modo effettivo, il diritto all’oblio degli imputati o indagati rappresentando, inoltre, un principio di civiltà giuridica. Infatti, antecedentemente alla Riforma Cartabia, ad esempio, ottenere la rimozione di un contenuto obsoleto non era per niente facile.

Utilizzando i vari motori di ricerca accade molto spesso che un individuo, nonostante sia stato riabilitato per legge o abbia scontato la sua condanna, subisca preclusioni sociali che derivano proprio dalle notizie del suo passato diffuso in rete. Pertanto, allo scopo di modificare questa pratica, i legislatori hanno pensato e metto a punto la Riforma Cartabia.

Deindicizzare notizie da Google: cosa cambia con le nuove leggi 2023

La Commissione di Giustizia ha decretato un nuovo emendamento (Riforma Cartabia), che ha disposto la cancellazione, da Google e tutti gli altri motori di ricerca, di tutte le notizie riguardanti procedimenti penali a carico di persone che sono poi risultate innocenti e, pertanto, assolte. Dal momento in cui non è possibile agire direttamente alla modifica dei testi sul web, saranno gli stessi motori di ricerca a dover deindicizzare le notizie dai siti.

In questo modo, è possibile tutelare la privacy di tutti i soggetti chiamati in causa. Fino ad ora, la persona interessata poteva fare richiesta di deindicizzazione, ma questa non sempre veniva accolta dai motori di ricerca e il diniego causava una serie di reclami e ricorsi davvero interminabili. Da oggi, però, non sarà più un’opzione. Infatti, una volta che verrà emessa la sentenza di assoluzione, da parte del giudice incaricato ad occuparsi della vicenda, sarà tutto automatizzato,

Quando prevale il diritto all’oblio rispetto al diritto di cronaca

L’introduzione di queste novità legislativa apre ad un quesito importante: fino a che punto prevale il diritto di cronaca rispetto al diritto all’oblio con la riforma Cartabia? Secondo la Cassazione, il diritto all’oblio può essere considerato una consegna naturale di una corretta applicazione dei principi del diritto di cronaca giornalistica.

Pertanto, come non deve essere diffusa una notizia che non sia più di pubblico interesse, non deve essere altrettanto visibile una vecchia notizia che non sia più corrispondente ad un’esigenza informativa della generalità dei lettori. Questa, infatti, può essere lesiva dell’onore e della reputazione del cittadino, che si è reso protagonista in negativo della vicenda.

Si può, quindi, stabilire che il diritto all’oblio prevale sul diritto di cronaca nel caso in cui la notizia non è più attuale e la sua permanenza in rete non fa altro che causare un danno all’onore ed alla reputazione dell’interessato.

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