Il diritto all’oblio e le novità introdotte dalla riforma Cartabia

Conosciuto anche come diritto alla cancellazione, il diritto all’oblio dà agli individui il diritto di chiedere alle organizzazioni di cancellare i loro dati personali. 

Tuttavia, dati gli interessi contrastanti e la natura iperconnessa di Internet, il diritto all’oblio è molto più complicato di una semplice richiesta di cancellazione dei dati personali da parte di un’organizzazione.

Il diritto all’oblio appare nei comma 65 e 66 e nell’articolo 17 della Legge sulla Protezione dei Dati. Esso afferma:

“L’interessato ha il diritto di ottenere dal responsabile del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il responsabile del trattamento ha l’obbligo di cancellare i dati personali senza ingiustificato ritardo.”

Per ingiustificato ritardo si intende circa un mese. È inoltre necessario adottare misure ragionevoli per verificare che la persona che richiede la cancellazione sia effettivamente l’interessato.

Quando si applica il diritto all’oblio?

Nell’articolo 17, la Legge sulla Protezione dei Dati delinea le circostanze specifiche in cui può essere applicato il diritto all’oblio.

Un individuo può ottenere la cancellazione dei propri dati personali, o delle notizie che lo riguardano, presenti in Internet se:

I dati personali non sono più necessari per lo scopo per cui un’organizzazione li ha originariamente raccolti o trattati;

Un’organizzazione si basa sul consenso di un individuo come base legale per il trattamento dei dati e l’individuo ritira il suo consenso;

Un’organizzazione sta elaborando i dati personali per scopi di marketing diretto e l’individuo si oppone a questo trattamento;

Un’organizzazione ha trattato i dati di un individuo in modo illegale;

Diritto all’oblio: cosa cambia in Italia con la Riforma Cartabia

Con la Riforma Cartabia, messa in atto per snellire la giustizia e la burocrazia in Italia, anche il diritto all’oblio ha subito un cambiamento positivo.

Difatti, come previsto ora dall’articolo 1, comma 25, gli imputati che sono stati assolti, prosciolti o i cui casi siano stati archiviati, possono richiedere di essere cancellati dai motori di ricerca nel caso in cui l’esito giudiziale sia stato a loro favore. 

Tuttavia, anche se con la Riforma Cartabia ci sono stati molti passi avanti rispetto a qualche anno fa, rimangono diversi punti in sospeso che fanno dubitare dell’efficacia effettiva di questo provvedimento.

Uno di questi, nonché il più importante, è l’esclusione delle notizie pubblicate sui giornali e sui quotidiani stampati.

Ciò significa che, anche se un imputato viene assolto o prosciolto, per lui rimane comunque difficile ottenere il diritto all’oblio assoluto e totale.

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